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Qi Gong: storia e benefici

Salute, energia , equilibrio e consapevolezza

Qi Gong: storia e benefici


Ecco una breve ma affidabile presentazione delle principali caratteristiche di questa antica disciplina.

Puoi collegarti al link:      https://youtu.be/REQhrLyNn6o

Il rapporto tra pratica terapeutica ed elevazione spirituale nelle discipline energetiche è un rapporto sconosciuto in Occidente ma diffuso nelle culture dell’estremo Oriente. Si tratta di un tema tanto affascinante quanto ancora in buona parte inesplorato; ovviamente, la causa di ciò è da ascriversi all’abisso tra le due culture e alle conseguenze della diffidenza da questo prodotta., sia in ambito medico che a livello istituzionale.

 

Per fortuna, le cose stanno sia pur gradualmente cambiando ed il Qigong, anche in Italia, comincia ad essere conosciuto, apprezzato e praticato. L’assenza di un quadro normativo non rende impossibile la presenza di operatori non sufficientemente qualificati e non aiuta i veri professionisti; nonostante ciò, comunque, l’utenza è sempre più in grado di apprezzare i benefici che la pratica del Qigong apporta. Tali benefici sono spesso riscontrabili anche dopo un periodo di pratica relativamente breve. Nella gran maggioranza dei casi, gli esercizi sono alla portata di tutti, compresi anziani e malati, che migliorano rapidamente il loro stato di salute, com’è possibile verificare con riscontri oggettivi.


La difficoltà maggiore è data piuttosto dal lavoro mentale nel Qigong, dall’ottenimento del rilassamento, dalla reale percezione del Qi e dalla possibilità di farlo circolare liberamente in maniera cosciente prima e automatica poi. Questa è la vera essenza del Qigong, che non necessita più di tanti movimenti fisici ma agisce potentemente ad ogni livello, dentro e fuori il corpo. La dimensione a questo punto cambia ed evidentemente travalica l’ambito strettamente terapeutico ed invade, in quanto energia raffinata, la sfera spirituale senza sconfinare necessariamente in quella religiosa.


Per capire meglio questo punto occorre risalire alle origini del Qigong, le cui pratiche più antiche datano ad oltre cinquemila anni fa. La Medicina Cinese è nata dall’osservazione empirica e così il Qigong: ad un certo momento ci si accorse che certi movimenti, sotto forma di danza o altro, certi suoni o un determinato modo di respirare erano in grado di migliorare la salute. Famoso, a questo proposito, è il rotolo di seta di Mawangdui, risalente al III secolo a.C., nel quale vengono illustrati 44 disegni di figure umane che eseguono ginnastiche mediche con i disturbi che intendono curare. In seguito, gli antichi cinesi verificarono anche che il Qigong (usiamo per comodità un termine che in realtà in Cina è divenuto d’uso corrente solo a partire dalla dinastia Qing 1644-1911) aveva delle potenzialità applicative molto più ampie. Per esempio, chi ha raggiunto un alto livello nella pratica, è in grado di usare l’energia ottenuta per curare gli altri. Non solo; i taoisti usavano il Qigong per indagare le leggi celesti, fare previsioni sulle calamità naturali e sull’uomo stesso. Il Qigong permise loro di approfondire la conoscenza in tre fondamentali campi di indagine: il Cielo, la Terra e l’Uomo. In altre parole, consentì di comprendere le leggi che regolano l’Universo. Questo è in costante mutamento, ma sempre è indispensabile ricercare la massima armonia tra microcosmo (Uomo) e macrocosmo (Cielo e Terra). Tradotto in termini di MTC, ogni qualvolta si rompe quest’armonia dinamica, insorge la malattia.


Occorreva allora ricercare i mezzi per un benessere duraturo; ebbe così inizio la ricerca alchemica, tra la fine dell’epoca Tang (618-907) e l’inizio della dinastia Song (960- 1279). Di due tipi le metodologie adottate a questo fine: l’alchimia esterna (waidan) e quella interna (neidan), non contrapposte ma complementari.


L’alchimia esterna si serviva principalmente di erbe o minerali per la produzione dell’elisir, mentre quella interna considerava il corpo umano un laboratorio alchemico che può permettere di raggiungere l’immortalità tramite determinate tecniche mentali, fisiche e respiratorie. Per immortalità non si intendeva solo una lunga vita ma un processo di purificazione che consentisse l’elevazione dell’essere umano e la sua unione armonica con l’Universo.
Nel processo di raffinazione alchemica distinguiamo tre forme di energia: l’Essenza (Jing), il Soffio (Qi) e l’energia spirituale (Shen). Tramite una corretta respirazione effettuata in uno stato di quiete profonda e con una postura adeguata, il Jing si trasforma in Qi e questo in Shen. C’è poi un ultimo stadio che è costituito dalla raffinazione dello Shen per tornare al Vuoto (Xu). Vuoto naturalmente non significa inesistente ma anzi estremamente chiaro, al punto che la coscienza diventa onniscienza.
Anche “solo” da un punto di vista terapeutico, comunque, è stato dimostrato che la stimolazione operata dalla mente sul Dan Tian inferiore produce effetti diretti sui sistemi nervoso ed endocrino, regolando la funzionalità degli organi interni. Poiché quando si fa scendere il Qi nel Dan Tian si usa la respirazione addominale profonda, si fa compiere al diaframma un pronunciato movimento in alto e in basso che provoca un massaggio degli organi interni dell’addome con il conseguente miglioramento dei sistemi digestivo, riproduttivo, urinario ed endocrino. Ma portare l’attenzione sul Dan Tian inferiore induce anche un profondo stato di quiete, che è in realtà la premessa indispensabile per fare progressi veri nella pratica del Qigong.


Sono stati effettuati esperimenti che hanno rilevato livelli molto bassi nel metabolismo basale degli esperti di Qigong. In essi il consumo cerebrale di ossigeno, nello stato di tranquillità, è inferiore di circa il sedici per cento a quello dello stato di coscienza ordinaria, e il livello metabolico di noradrenalina è intorno al sessanta per cento di quello di una persona normale. Molto interessanti anche i risultati degli esperimenti fatti con l’elettroencefalogramma: nei maestri esperti, per esempio, sono state evidenziate onde alfa più ampie, meno frequenti e più regolari nel ritmo di quelle di un non praticante. Questo permette a chi fa Qigong di migliorare le funzioni cerebrali e di conseguenza il sistema vegetativo. Altri test hanno evidenziato gli effetti positivi del Qigong sul sistema respiratorio, sul digerente, l’endocrino e l’immunitario. Fin dagli anni cinquanta sono stati effettuati in Cina studi comparativi tra praticanti di Qigong e non praticanti e si è constatato che i primi presentavano parametri migliori sia nei risultati di eeg ed ecg sia per quanto riguarda l’appetito, il sonno, l’andatura, la vista e l’udito. Migliore era anche lo stato dei loro denti, della pelle, dei capelli, della memoria, delle facoltà mentali e della capacità lavorativa.


In definitiva, è ormai scientificamente dimostrato che il Qigong permette di contrastare il processo di invecchiamento. Spesso allungando la vita, sempre comunque migliorandone la qualità anche grazie alla prevenzione che riesce ad operare. L’uso della mente negli esercizi permette inoltre di trovare quello stato di tranquillità che migliora le funzioni cerebrali e placa le emozioni, che a lungo andare potrebbero produrre seri danni agli organi, come ormai riconosce anche la moderna Psiconeuroimmunologia e come afferma la Nuova Medicina del dottor Hamer.

Al di là dell’importanza della pratica personale, è inoltre interessante constatare che i taoisti erano arrivati, grazie alla pratica del Qigong, a conclusioni cui la scienza occidentale è giunta solo un secolo fa con la teoria della relatività e la meccanica quantistica. Oggi, ad esempio, non viene più contestato il rapporto stretto tra Vuoto e Materia, la loro complementarietà e interconnessione; tuttavia, da parte di certi ambienti accademici esistono ancora rifiuti aprioristici ad accogliere quanto accertato da scienziati non solo cinesi sulla formazione ed emissione di energia da parte degli esperti di Qigong. Infine, ricordiamo che chi raggiunge un alto livello di pratica può curare e guarire mediante l’emissione del Qi, e anche questo è stato dimostrato in più occasioni da esperimenti scientifici. E’ bene comunque ricordare che il raggiungimento di un alto livello non è frutto solo di un allenamento costante, ma anche di equilibrio interiore e di un cuore retto. E’ questa imprescindibilità di “pulizia del cuore e purezza d’intenti” a fare del Qigong non solo un ottimo strumento per la prevenzione e la cura di molte patologie, ma anche un eccezionale metodo di autoelevazione spirituale.

Introduzione della tesi di Fabrizio Bencini, Relatore dr. Pippa Controrelatore dr. Bernini, Scuola Matteo Ricci Bologna, Maggio 2004.

 

" il corpo è un organismo che respira è vivente e dinamico ed ha disponibili tutte le risorse di cui ha bisogno. Cooperiamo con esso per entrare in equilibrio fisiologico, utilizzando il meccanismo suo proprio.”
dott. R. E. Becker

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